FABIO PICCIONI

Fotografie: Passato, presente e futuro

Lo specchio del nostro passato riflette la nostra immagine verso un orizzonte lontano fatto di speranze ed incertezze.

Per convenzione abbiamo scelto di chiamare questo orizzonte con il nome di Futuro anche se di questo mondo sconosciuto non sappiamo praticamente nulla. Questo non deve spaventarci ma piuttosto spingerci a vivere ancora più lucidamente questo presente perché, quando quel futuro finalmente arriverà, sarà di fatto ancora il presente.

_P5A1182_copia4x5copyright.jpg_P5A3316_copia4x5copryright.jpg_P5A9151_copia4x5copyright.jpg_P5A1356_copia4x5copyright.jpgBP5A2969_copia4x5copyright.jpg


Fotografie: Lungo le cicatrici

_MG_5517_copia.jpgDistacco di un'ingente sezione di montagna all'interno di un area mineraria, Buggerru._P5A6364_copia.jpgL'ex-minatore Luigi Puddu osserva delle rocce contenenti minerale in una miniera di lignite vicino a Fontanamare, tra Nebida e Iglesias._MG_5641_copia.jpgPiccola frana all'interno di una coltivazione di piombo e zinco in territorio di Buggerru._DSF1398_copia.jpgInterno dei vecchi bacini di decantazione in una miniera di piombo e zinco, Iglesias._P5A4482_copia.jpgQuel che rimane dell'impianto elettrolitico dello zinco, miniera di piombo e zinco, Iglesias.


Fotografie: Visita ai nudibranchi

Esemplare di Doride di Orsini fotografato nel mare di Alghero.

Individuato vicino al promontorio di Capo Caccia, questo mollusco gasteropode heterobranchia dell’ordine dei nudibranchi presenta una lunghezza di circa 10mm e si adagia spesso su tappeti di spugne.

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Articoli: Il mare di Stefano Pia

Stefano Pia è uno di quei fotografi che come il sottoscritto sceglie di concentrare il proprio sguardo sulla propria isola, la Sardegna.

Ed è proprio in Sardegna che si sviluppa il suo ultimo lavoro "Ho visto una sirena volare", un racconto che si snoda nel mito omerico delle sirene attraverso uno sguardo personale fatto di incontri fortuiti nelle acque dalla costa ovest. Una serie di scatti in bianco e nero ci tengono in bilico sul pelo dell'acqua come se la linea distintiva tra il sotto e il sopra fosse anche uno spartiacque tra realtà e dimensione onirica.

Il libro, edito da Myphotoportal, è stato appena pubblicato ed ha una tiratura limitata a 110 copie numerate e firmate ed è acquistabile direttamente sul sito dell'autore.

2__22Ho_visto_una_Sirena_volare_22.jpg3__22Ho_visto_una_Sirena_volare_22.jpg4__22Ho_visto_una_Sirena_volare_22.jpg5__22Ho_visto_una_Sirena_volare_22.jpg1__22Ho_visto_una_Sirena_volare_22.jpg1c.jpg


Video: Il mare sugli scisti

date » 26-04-2023 11:14

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tags » Fabio Piccioni, fabiopiccioni, Land of Mines, miniere, miniera, geologia, mare, Sardegna, video, audio, suoni, ambient,

Recentemente, mentre documentavo una grotta di miniera in una concessione di piombo e zinco per il mio progetto, mi sono imbattuto in questo mare bellissimo e ho deciso di registrare suoni e immagini.

Tratto da Land of Mines


Fotografie: La Cupola. Dante Bini in Sardegna. Parte 1

Nel 1964 il regista Michelangelo Antonioni mentre è sull'isola di Budelli in Sardegna per le riprese del suo film "Deserto Rosso" conosce un imprenditore che sta acquistando lotti di terreno sul mare per costruire un villaggio turistico in quella che oggi viene chiamata Costa Paradiso, a pochi chilometri da Trinità D'Agultu e Vignola. Antonioni fa un sopralluogo e scopre un paesaggio selvaggio (all'epoca) e decide di acquistare.

Passa qualche anno e l'allora compagna di vita nonché grande attrice Monica Vitti conosce un architetto, Dante Bini, che le parla di un progetto radicale nominato Binishell. La visione dell'architetto consiste in una cupola realizzata con un’unica colata di cemento gonfiata e sollevata grazie a una camera d’aria. La Vitti ne parla subito ad Antonioni e inizia la realizzazione di una residenza estiva dagli alti connotati architettonici.

Un edificio rivoluzionario e sostenibile che all'epoca crea di fatto un impatto ambientale pari a un terzo rispetto ad una abitazione di tipo tradizionale. Ma questa è solo una delle circa 1500 Binishell che l'architetto ha creato durante l'arco della sua carriera, un sistema che prevede l’utilizzo di una cassaforma pneumatica dinamica per abbattere tempi e costi del cantiere.

Negli anni sono tante le personalità che sono passate a trovarli per Costa Paradiso, tra i vari nomi citiamo Tonino Guerra, Andreji Tarkovskij, Macha Méril e Sergio Vacchi.

L'architetto modenese Lucio Fontana descrisse la casa come "una luna di cemento, magnifica e leopardiana, abbandonata sulle rive scoscese in Costa Paradiso" e nel 2014 Rem Koolhaas, curatore della XIV Biennale di Architettura di Venezia, definisce la Cupola "una delle architetture migliori degli ultimi cento anni".

Attualmente candidata ad entrare nel fondo FAI vive uno stato di abbandono semipermanente.

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Fotografie: Luoghi di formazione

Gallura, vedute di un vecchio centro di formazione professionale che dal 1965 iniziò a formare diverse generazioni di tornitori, meccanici, idraulici, elettricisti, informatici e artigiani. Finanziata dalla Regione Sardegna ma gestita privatamente dall'Ente Nazionale Addestramento Professionale prima per poi finire alla Regione Autonoma della Sardegna.

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Fotografie: Argentiera, laveria per il trattamento del minerale.

Miniera dell'Argentiera, Sassari.

Veduta della laveria gravimetrica che riceveva minerali di piombo e zinco provenienti dai cantieri di miniera vecchia, poco più a sud-est attraverso Pozzo Podestà. Il minerale misto allo sterile veniva trasportato dal pozzo alla laveria attraverso vagoni trainati da muli e cavalli e spesso spinto dall'uomo. Il minerale misto era destinato alla laveria mediante la grande tramoggia ancora oggi visibile mentre lo sterile veniva trasportato più in fondo e riversato in discarica.

L'arricchimento del minerale nei primi tempi della miniera veniva effettuato a mano da donne e bambini mentre a partire da fine ottocento la laveria consentiva la separazione del minerale per lavaggio, sfruttando le differenze di peso specifico esistente tra i minerali e gli sterili connessi.

La laveria trattava fino a 42-45 tonnellate di grezzo al giorno, fornendo circa 18 tonnellate di minerale mercantile di cui 9/10 di blenda e 1/10 di galena.

I fanghi di lavorazione venivano scaricati direttamente in mare mentre il minerale concentrato partiva su barche a vela dalla spiaggia di San Nicola e trasportato fino a Porto Conte dove veniva trasferito su battelli che facevano rotta verso i porti del Nord Europa.

Il 2 giugno del 1951 ci fu un tragico incidente proprio sul lato mare della laveria in cui perse la vita l'operaio Mario Ravotti mentre eseguiva alcuni lavori all'esterno precipitando da un'altezza di circa 15 metri.

L'11 luglio 1962 la società Correboi presenta istanza per sospensione dei lavori e il 21 settembre 1963 viene accettata la rinuncia alla concessione.

Attualmente la laveria è stata parzialmente recuperata da lavori di restauro per poi essere nuovamente riabbandonata a se stessa.



Ringrazio Dott. Ottelli per le preziose informazioni storico/tecniche.

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Fotografie: Il cimitero dell'Argentiera

Quello dell'Argentiera è uno dei pochi cimiteri sul mare rimasti. Nato affianco alla vicina e omonima miniera di galena argentifera, resiste a fatica agli inverni e alle mareggiate ed oggi vessa in situazione precaria.

Oltre ad essere luogo di riposo per gli abitanti della zona, esso ospita le esequie di molti minatori francesi, legati alle attività estrattive.

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