FABIO PICCIONI

Fotografie: Passato, presente e futuro

Lo specchio del nostro passato riflette la nostra immagine verso un orizzonte lontano fatto di speranze ed incertezze.

Per convenzione abbiamo scelto di chiamare questo orizzonte con il nome di Futuro anche se di questo mondo sconosciuto non sappiamo praticamente nulla. Questo non deve spaventarci ma piuttosto spingerci a vivere ancora più lucidamente questo presente perché, quando quel futuro finalmente arriverà, sarà di fatto ancora il presente.

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Fotografie: Logudoro

Qualche veduta del Logudoro, Sardegna.

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Fotografie: Luci nella centrale

Dentro a una splendida centrale elettrica all'interno del bacino carbonifero del Sulcis.

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Fotografie: Collaborazione con Fabio Tallo

Immagini relative allo shooting per la collaborazione con l'artista Fabio Tallo. --> https://www.instagram.com/fabio.tallo/

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Fotografie: sulle vie dell'autarchia

Dettaglio di uno dei quattro silos di una centrale termoelettrica progettata e costruita nel 1939 per servire l'autarchia fascista. L'impianto era alimentato con il carbone proveniente dalla miniera di Serbariu di Carbonia.

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Fotografie: lungo il bacino carbonifero

Seguendo le tracce del bacino carbonifero sardo eccomi alla miniera di Cortoghiana. Nella foto la parete sud della sala argano del Pozzo 1.

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Fotografie: Torre cisterna

date » 06-08-2021 09:43

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tags » bonifica, Sardegna, Sardinia, Italia, Italy, torre, Tower, fabiopiccioni, Fabio Piccioni, photography, fotografia, Oristano,

Road trip sulle vie della bonifica della Sardegna. Dettaglio di una delle tante torri cisterne presenti nell'oristanese.

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Fotografie: Simboli del territorio

Nella miniera di Monteponi ad Iglesias, le evidenze del processo produttivo dell'impianto elettrolisi dello zinco hanno trasformato il territorio fino a diventarne tratto distintivo.

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Fotografie: Giardini dimenticati

Veduta aerea di una sezione di alcune serre abbandonate nella periferia di Alghero.

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Fotografie: Argentiera, laveria per il trattamento del minerale.

Miniera dell'Argentiera, Sassari.

Veduta della laveria gravimetrica che riceveva minerali di piombo e zinco provenienti dai cantieri di miniera vecchia, poco più a sud-est attraverso Pozzo Podestà. Il minerale misto allo sterile veniva trasportato dal pozzo alla laveria attraverso vagoni trainati da muli e cavalli e spesso spinto dall'uomo. Il minerale misto era destinato alla laveria mediante la grande tramoggia ancora oggi visibile mentre lo sterile veniva trasportato più in fondo e riversato in discarica.

L'arricchimento del minerale nei primi tempi della miniera veniva effettuato a mano da donne e bambini mentre a partire da fine ottocento la laveria consentiva la separazione del minerale per lavaggio, sfruttando le differenze di peso specifico esistente tra i minerali e gli sterili connessi.

La laveria trattava fino a 42-45 tonnellate di grezzo al giorno, fornendo circa 18 tonnellate di minerale mercantile di cui 9/10 di blenda e 1/10 di galena.

I fanghi di lavorazione venivano scaricati direttamente in mare mentre il minerale concentrato partiva su barche a vela dalla spiaggia di San Nicola e trasportato fino a Porto Conte dove veniva trasferito su battelli che facevano rotta verso i porti del Nord Europa.

Il 2 giugno del 1951 ci fu un tragico incidente proprio sul lato mare della laveria in cui perse la vita l'operaio Mario Ravotti mentre eseguiva alcuni lavori all'esterno precipitando da un'altezza di circa 15 metri.

L'11 luglio 1962 la società Correboi presenta istanza per sospensione dei lavori e il 21 settembre 1963 viene accettata la rinuncia alla concessione.

Attualmente la laveria è stata parzialmente recuperata da lavori di restauro per poi essere nuovamente riabbandonata a se stessa.



Ringrazio Dott. Ottelli per le preziose informazioni storico/tecniche.

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