FABIO PICCIONI

Fotografie: Logudoro

Qualche veduta del Logudoro, Sardegna.

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Fotografie: Visita ai nudibranchi

Esemplare di Doride di Orsini fotografato nel mare di Alghero.

Individuato vicino al promontorio di Capo Caccia, questo mollusco gasteropode heterobranchia dell’ordine dei nudibranchi presenta una lunghezza di circa 10mm e si adagia spesso su tappeti di spugne.

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Eventi: Land of Mines ospite al Museo del Ferro di Brescia

Il mio lavoro Land of Mines sarà ospite al Museo del Ferro Musil di Brescia in occasione dell'inaugurazione di AIPAI PHOTO EXHIBITION, la rassegna che mette in mostra i migliori scatti della prima edizione dell’AIPAI PHOTO CONTEST nel quale il mio lavoro sulle miniere ha ricevuto il primo premio.

Il concorso fotografico ideato dall’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale AIPAI in occasione dei Secondi Stati Generali dedicati al patrimonio industriale tenutisi lo scorso giugno a Roma con l'ottica di sensibilizzare e promuovere la cultura dell’industria, la memoria del lavoro, il patrimonio architettonico, tecnologico e paesaggistico dell’archeologia industriale ha premiato Land of Mines come progetto vincitore con la motivazione "L'opera di Fabio Piccioni esalta un patrimonio industriale e ambientale unico al mondo, attraverso gli occhi di chi ama la propria terra e vuole che la sua bellezza sia conosciuta da tutti. Questo premio è anche un messaggio di vicinanza a tutti coloro che, spinti dalla passione, proteggono, promuovono e valorizzano un patrimonio ancora troppo spesso ignoto e in pericolo".

La mostra fotografica sarà inaugurata martedì 13 giugno alle 18 e rimarrà esposta fino al 25 giugno 2023.

A partire dal 14 settembre poi la mostra verrà ospitata presso la Fondazione AEM di Milano e rimarrà aperta ai visitatori fino al 13 ottobre 2023.

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Fotografie: Margini di Logudoro

Cammino invernale verso i confini silenziosi del Logudoro.

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Notizie: Land of Mines incontra AIPAI

L'11 giugno 2022 Land of Mines è stato premiato alla Facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma come lavoro vincitore del concorso fotografico indetto per la II edizione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale. Il contest fortemente voluto da AIPAI - Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale è stato realizzato in collaborazione con DICEA - Università Sapienza di Roma, MUSIL – Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia, Fondazione AEM e Fondazione ISEC.

Per me è stato un grande onore poter portare le nostre miniere all'attenzione di tante persone.

Ecco il link all'articolo di Fabrizio Trisoglio, presidente di Rete Fotografia e della giuria del contest che assieme a Palmina Trabocchi, responsabile del concorso, ringrazio di cuore per questo importante riconoscimento.

Articolo

Grazie AIPAI

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Notizie: "Land of Mines" vincitore del primo premio AIPAI

Il mio lavoro LAND OF MINES è appena stato premiato con il primo premio all'AIPAI PHOTO CONTEST 2022 per i 2°STATI GENERALI DEL PATRIMONIO INDUSTRIALE.

Per me è un grande onore sapere che le miniere della Sardegna abbiano preso una via cosi alta e istituzionale.

L'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale AIPAI é sicuramente la realtà più importante che, assieme a Save Industrial Heritage si occupa di preservare e valorizzare il Patrimonio Industriale Italiano, tema a me è molto caro.

Tra le cose che verranno mi hanno informato che ci sarà una mostra al MUSIL di Brescia, vi terrò aggiornati.

Vi lascio con le parole che sono state pronunciate in relazione al mio lavoro e di cui ringrazio particolarmente Jacopo Bello:

"L'opera di Fabio Piccioni esalta un patrimonio industriale e ambientale unico al mondo, attraverso gli occhi di chi ama la propria terra e vuole che la sua bellezza sia conosciuta da tutti. Questo premio è anche un messaggio di vicinanza a tutti coloro che, spinti dalla passione, proteggono, promuovono e valorizzano un patrimonio ancora troppo spesso ignoto e in pericolo."

Un grazie anche a voi che sempre mi sostenete.

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Fotografie: Vita nelle vecchie falesie abbandonate

La storia che sto per raccontarvi nasce verso la fine dell'estate in occasione di un incontro con due grandi amici di avventure: Luigi Gambella e Antonio Santonastaso. In genere con loro ci si ritrova in qualche falesia con la scusa di arrampicare per poi finire in ore di chiacchiere ed aperitivi infiniti. Ed è proprio in una di queste occasioni che mi hanno raccontato di una nuova falesia sul mare in cui fare deep water soloing. Per chi non lo sapesse, il DWS è una forma di arrampicata libera che si pratica nelle scogliere a picco sul mare dove non si usano forme di assicurazione in quanto in caso di caduta si finisce in acqua. Questo permette di ridurre al minimo l'attrezzatura richiesta per praticarla: scarpette e, a volte, magnesite.

Tra un bicchiere e l'altro Luigi e Antonio mi raccontano di diverse vie abbandonate da tempo in una falesia vicino alla Torre del Bollo, Alghero. Risale infatti al 1994 la chiodatura di questa falesia per opera dei climbers Nicola Nieddu, Giorgio Trova e Enzo Lecis, i quali si sono adoperati in queste splendide linee che emergono dalle fredde acque di Cala del Bollo risalendo per oltre 30 metri verso il cielo. In quel periodo si andava abbastanza hardcore in quanto ancora le regole del pitting non erano ben definite e i rischi della chiodatura in ambienti marini erano ancora poco conosciuti. Nicola ci racconta che inizialmente chiamarono il settore "Le vie della Barrosia". Barrosia in gergo nostrano significa gonfiarsi, fare i galletti, i fighi. Dovete immaginare infatti che in quegli anni la Riviera del Corallo era invasa di imbarcazioni e Cala del Bollo era proprio un punto perfetto dove poter sfoggiare i muscoli durante una scalata davanti agli occhi di qualche attraente turista.

Luigi mi dice che è da tempo che nutriva l'esigenza di cambiare un po, di variare modo di arrampicare, spinto anche da mesi di lockdown che lo hanno portato a riflettere sul fatto che abbiamo una percorrenza limitata su questo pianeta e che non è il caso di indugiare sulle cose. E' tempo di spingersi oltre e di provare nuove sfide. Ecco quindi che con Antonio si ritrovano in uno strano periodo in cui a causa della chiusura delle palestre affrontano le onde su tavole da surf o provano a spingersi in apnea lungo un cavo d'acciaio, vivendo una nuova e diversa adrenalina. Luigi aggiunge anche che da tempo per lui il climbing si sta spingendo sempre più verso una forma di interiorizzazione in cui si ha una continua battaglia con il proprio io. Ed è in questo periodo di cambiamenti che entrambi decidono di riprendere a frequentare quelle vecchie vie aperte da Nicola tanti anni fa. Ci andiamo assieme ed io rimango folgorato dalla bellezza del luogo. Le vie sono selvagge, pulite e mai banali.

"Non è più la finezza di un gesto o la forza con cui risolvi uno strapiombo. Importa solo sentire il peso della decisione di fare ancora un altro passo verso l’alto, bagnato in ogni centimetro di pelle, a 10 metri d’altezza su una presa viscida e sfuggente, sapendo che inesorabilmente prima o poi dovrai volare. Sarà questo a darti qualcosa di nuovo. Aprire con forza uno squarcio nella paura per trovare la calma, questa è stata la nuova …idea."

"Siamo tornati più volte a provare queste linee tra Settembre e Ottobre, scalandone alcune veramente interessanti. Alla fine è nato un nuovo settore per il Deep Water Soloing che abbiamo deciso di chiamare El Capitan Nic!

Grazie ad Antonio con cui ho condiviso quest’idea e questa esperienza e grazie a Fabio che ha deciso di documentare le nostre ricerche godendo con noi del sole e della brezza di Ottobre.
"

Queste splendide e spettacolari vie, ora percorse senza protezioni, da destra a sinistra si chiamano:


LINEA GOTICA (6A - fessura in placca)

CRAZY HORSE (7A - buchi e strapiombo su piccola fessura )

WET PANTS (6C - buchi e muro su tacche)

MERCURIOCROMO ( 7A/7A+ )



E quindi grazie a Nicola, Luigi ed Antonio tutti ora possono andare a provare queste nuove vie. Ci dividono solo i mesi invernali che abbiamo di fronte e presto saremo pronti a respirare nuove avventure.

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Fotografie: Vedute attorno a Ittireddu

Ecco qualche scatto realizzato con la Fuji GW690III. Ilford FP4, sviluppo in Rodinal.

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