FABIO PICCIONI
PHOTOGRAPHER

Fotografie: Simulacri identitari

Riflessioni sulla perdita di identità dei luoghi che sono stati protagonisti della bonifica integrale della Nurra a partire dagli inizi del 1900.

_P5A8549.jpg

Fotografie: Nel bacino carbonifero

Pozzo di miniera all'interno di una concessione per ricerca di lignite, Sulcis.

_P5A8830.jpg

Fotografia: Storia delle macchine da cucire


L'attività industriale della Necchi ebbe inizio dalle mente visionaria di Ambrogio Necchi che intraprese e continuò il mestiere di fonditore ereditato dal padre e dal nonno. Alla fine del 1880 prese in mano la fabbrica di famiglia nel centro di Pavia che dava lavoro a 170 operai e che costruiva pezzi di ricambio in ghisa per macchinari.

Nel 1919 Vittorio Necchi, figlio di Ambrogio, tornato dal fronte della prima guerra mondiale, e rimasto orfano di padre, si ritrovò sulle spalle la gestione dell'attività di famiglia. Inizialmente non aveva inclinazione per la meccanica ma era interessato soltanto agli studi classici, alla fotografia e all'allevamento di animali.

Dalla insistente richiesta di sua moglie per l'acquisto di una macchina per cucire gli venne l'idea di fabbricare una macchina per uso domestico utilizzando in parte la ghisa che producevano le fonderie di famiglia.

Un'idea pazzesca, che significava mettersi in competizione con macchine di rinomati marchi tedeschi, americani e russi.

Vittorio Necchi aprí così un piccolo stabilimento alla Torrettina, sulla via Vigentina con una quarantina di operai, dove prendendo spunto dalle macchine della concorrenza creò il modello "BD". I primi esemplari erano azionati a mano: attraverso una manovella applicata al volano, con la mano destra si produceva il movimento dell'ago, della spoletta e l'avanzamento per trascinamento del tessuto, mentre con la mano sinistra si controllava la sua posizione e l'indirizzamento.

Dopo qualche anno, superata l'iniziale diffidenza dei consumatori per il prodotto nazionale e offrendo un elevato rapporto qualità/prezzo si riscontrarono i primi risultati incoraggianti, tanto che nel 1924 la fabbrica si spostó nel nuovo sito di Piazza D'armi dove incremento sensibilmente la produzione.

La NECCHI divenne la macchina per cucire più imitata e ricercata in tutto il mondo. Dopo la seconda Guerra Mondiale, Necchi diventó la più grande fabbrica di macchine per cucire d'Italia: in grado di produrre piu di 1.000 macchine al giorno, con 4.500 dipendenti, 10.000 negozi di vendita ed un marchio conosciuto in tutto il Mondo.

*Questo testo è tratto dal sito ufficiale di Necchi Italia.

DSC_0355_1.jpg

Tecnologia: La fine delle reflex

In una recentissima intervista al quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun il Presidente e CEO della Canon Fujio Mitarai ha ufficializzato la notizia che in tanti si aspettavano da tempo: la fine delle reflex. L'ammiraglia Canon EOS 1-DX Mark III rimane di fatto l'ultima single-lens reflex (srl) progettata e prodotta.

E quindi dopo che anche altri marchi, di cui tra gli ultimi Nikon, hanno comunicato la fine di un'era anche Canon decide di seguire la stessa strada.

Fujio Mitarai spiega che semplicemente il mercato si è definitivamente spostato sul segmento mirrorless e d'altronde si è arrivati ad una tecnologia tale per cui i nuovi corpi privi di specchio sono in grado di eguagliare le precedenti reflex.

Se andiamo a vedere il lavoro di Canon in questi ultimi anni infatti capiamo subito come, al pari degli altri marchi, il brand giapponese si sia spinto moltissimo nella ricerca e nello sviluppo di questo settore. Possiamo anche ammettere che ci sia arrivata un pò in ritardo rispetto ad altri brand ma ha già prodotto una tecnologia avanzata e affidabilissima.

Mentre la prima mirrorless ad ottiche intercambiabili EOS M prodotta da Canon nel 2012 era ancora destinata ad un uso non professionale, a partire dal 2018 con il lancio della EOS R, prima fullframe mirrorless a ottiche intercambiabili, Canon inizia a convogliare davvero tutte le sue energie sul mondo mirrorless. Voglio rassicurare subito chi ha un grande parco ottiche tradizionale che i nuovi corpi macchina mirrorless consentono di adattare praticamente tutte le ottiche di vecchia generazione con un piccolo adattatore.

I principali vantaggi costituiti da questi nuovi corpi macchina sono diversi. Quello della grandezza è un misunderstanding: in termini di misure i corpi macchina delle ammiraglie mirrorless non differiscono da quelli delle ammiraglie reflex. Se andiamo a confrontare invece i pesi ecco che sulle ammiraglie la differenza si fa già interessante, sulla mirrorless abbiamo circa 300 grammi in meno. Quello però che fa davvero la differenza sono altri dati. Innanzitutto la stabilizzazione del corpo macchina che adesso porta le fotocamere su di uno standard più elevato. Vi è la possibilità inoltre di sommare la stabilizzazione ottica presente sugli obiettivi con quella presente nel corpo macchina permettendo di scattare a mano libera a tempi prima inaccessibili senza treppiede. Altro grande vantaggio da non tralasciare è che grazie all'assenza dello specchio e del pentaprisma la distanza tra piano focale e centro ottico è ridotta e questo ha permesso la progettazione di ottiche di minori dimensioni e in termini di peso e ingombro nella borsa di un fotografo questo fa sicuramente la differenza. Altra grande innovazione è la messa a fuoco, attualmente semplicemente attraverso lo sguardo dell'occhio all'interno del mirino si può selezionare l'area specifica di messa a fuoco senza premere nessun pulsante o muovere nessuna leva.

Potrei continuare sulle caratteristiche ma il punto di questo mio articolo non vuole tanto essere quello di soffermarsi sulla tecnologia dell'ultimo momento quanto di fare una riflessione sul fatto che come è accaduto in passato con la fine della produzione delle fotocamere analogiche, siamo sicuramente di fronte ad un importante cambiamento.

E mentre da tempo c'è chi svende tutto il materiale reflex per acquistare quello mirrorless all'ultimo grido per altri si apre finalmente la possibilità di acquistare ottiche professionali a prezzi fino ad ora inaccessibili.

Ritengo sia comunque importante ricordare che ancora oggi esistono molti fotografi che come me utilizzano serenamente anche vecchi apparecchi fotografici di largo e medio formato senza necessariamente aver bisogno sempre dell'ultima tecnologia sulla terra. Dipende sempre da quale progetto si sta portando avanti e da quali esigenze si hanno di volta in volta. Inoltre oggi molti nuovi marchi, anche grazie alla tecnologia 3D, producono apparecchi a pellicola quasi come prima. Magari questo può essere argomento di un mio prossimo articolo.

fotopuntoit_Mitarai_Visit_.jpg1oNjlHJ.jpgeos_r3_c02_high_speed_state_of_the_art_966917f9185743e0bb9dec6e71e1842d.jpgeos_r3_frt_product_gallery_01_d335ac51fa87456f97b6d9cd3b802401.jpgeos_r_system_camera_shot_1280x465.jpg

search
pages
ITA - Informativa sui cookies • Questo sito internet utilizza la tecnologia dei cookies. Cliccando su 'Personalizza/Customize' accedi alla personalizzazione e alla informativa completa sul nostro utilizzo dei cookies. Cliccando su 'Rifiuta/Reject' acconsenti al solo utilizzo dei cookies tecnici. Cliccando su 'Accetta/Accept' acconsenti all'utilizzo dei cookies sia tecnici che di profilazione (se presenti).

ENG - Cookies policy • This website uses cookies technology. By clicking on 'Personalizza/Customize' you access the personalization and complete information on our use of cookies. By clicking on 'Rifiuta/Reject' you only consent to the use of technical cookies. By clicking on 'Accetta/Accept' you consent to the use of both technical cookies and profiling (if any).

Personalizza / Customize Rifiuta / Reject Accetta / Accept
Link
https://www.fabiopiccioni.it/blog-d

Share link on
Chiudi / Close
loading