FABIO PICCIONI
PHOTOGRAPHER

Notizie: Stagioni Diverse selezionato da ArtDoc Magazine

Il mio lavoro "Stagioni Diverse" selezionato da Artdoc Magazine nella sezione Exhibitions per Image and Identity.

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Fotografie: le architetture per gli operai

Visione del complesso Case Operai in una miniera di pirite, enargite e luzonite della Marmilla.

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Notizie: Montiferru, presentazione volume cartaceo

Sabato 23 luglio, ad un anno esatto dal primo grande incendio nel Montiferru, presento alla birreria Sant Miquel di Alghero il lavoro fotografico sugli incendi che ho prodotto l’anno scorso. Questo reportage è stato premiato e pubblicato da Artdoc Photography Magazine e ora ho deciso di stamparlo in una graziosa edizione cartacea prodotta da MyPhotoPortal. Credo nella piccola editoria, nella stampa e nella gioia di poter toccare, sfogliare e collezionare pagine di fotografie. Continuo inoltre a sostenere che il web non è lo spazio migliore per fruire di un progetto fotografico nella sua complessità.

L’evento di sabato si aprirà alle 19 con un talk moderato da Roberta Mela nell’allegro cortile di quello che ritengo da sempre essere il miglior pub di Alghero. L’edizione cartacea sarà lì con me, con una tiratura di sole 50 copie e molte foto inedite, pertanto a chi fosse interessato consiglio di venire ad aggiudicarsi la sua copia.

Per chi invece volesse assicurarsi un posto a sedere il pub consiglia vivamente la prenotazione.


Ci vediamo sabato ad Alghero!

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Notizie: "Land of Mines" vincitore del primo premio AIPAI

Il mio lavoro LAND OF MINES è appena stato premiato con il primo premio all'AIPAI PHOTO CONTEST 2022 per i 2°STATI GENERALI DEL PATRIMONIO INDUSTRIALE.

Per me è un grande onore sapere che le miniere della Sardegna abbiano preso una via cosi alta e istituzionale.

L'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale AIPAI é sicuramente la realtà più importante che, assieme a Save Industrial Heritage si occupa di preservare e valorizzare il Patrimonio Industriale Italiano, tema a me è molto caro.

Tra le cose che verranno mi hanno informato che ci sarà una mostra al MUSIL di Brescia, vi terrò aggiornati.

Vi lascio con le parole che sono state pronunciate in relazione al mio lavoro e di cui ringrazio particolarmente Jacopo Bello:

"L'opera di Fabio Piccioni esalta un patrimonio industriale e ambientale unico al mondo, attraverso gli occhi di chi ama la propria terra e vuole che la sua bellezza sia conosciuta da tutti. Questo premio è anche un messaggio di vicinanza a tutti coloro che, spinti dalla passione, proteggono, promuovono e valorizzano un patrimonio ancora troppo spesso ignoto e in pericolo."

Un grazie anche a voi che sempre mi sostenete.

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Notizie: Montiferru negli archivi di Artdoc Magazine

Il mio lavoro "Montiferru" è entrato a far parte della sezione Members del magazine internazionale di fotografia contemporanea Artdoc Magazine. Nel 2021 era stato "Land of Mines" ad entrare nella collezione permanente del magazine. Per me è un onore avere la possibilità di mostrare al mondo intero quello che succede in Sardegna.

Ecco il link al magazine: www.artdoc.photo/submissions/montiferru

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Fotografie: la dura strada dell'acqua in Sardegna

Immagine tratta da un lavoro di documentazione del regime delle acque in Sardegna. Come è facile intuire i livelli sono molto bassi.

Qui siamo al Lago Corsi in uscita da Iglesias direzione Fluminimaggiore sulla SS126.

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Fotografie: La lunga strada della bonifica

Continua il lavoro di documentazione dei siti oggetto della bonifica della Nurra.

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Fotografie: Alghero edilizia popolare

Estratto da un lavoro di documentazione sul caso di edilizia popolare del Largo dello Sperone.

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Fotografia: Storia delle macchine da cucire


L'attività industriale della Necchi ebbe inizio dalle mente visionaria di Ambrogio Necchi che intraprese e continuò il mestiere di fonditore ereditato dal padre e dal nonno. Alla fine del 1880 prese in mano la fabbrica di famiglia nel centro di Pavia che dava lavoro a 170 operai e che costruiva pezzi di ricambio in ghisa per macchinari.

Nel 1919 Vittorio Necchi, figlio di Ambrogio, tornato dal fronte della prima guerra mondiale, e rimasto orfano di padre, si ritrovò sulle spalle la gestione dell'attività di famiglia. Inizialmente non aveva inclinazione per la meccanica ma era interessato soltanto agli studi classici, alla fotografia e all'allevamento di animali.

Dalla insistente richiesta di sua moglie per l'acquisto di una macchina per cucire gli venne l'idea di fabbricare una macchina per uso domestico utilizzando in parte la ghisa che producevano le fonderie di famiglia.

Un'idea pazzesca, che significava mettersi in competizione con macchine di rinomati marchi tedeschi, americani e russi.

Vittorio Necchi aprí così un piccolo stabilimento alla Torrettina, sulla via Vigentina con una quarantina di operai, dove prendendo spunto dalle macchine della concorrenza creò il modello "BD". I primi esemplari erano azionati a mano: attraverso una manovella applicata al volano, con la mano destra si produceva il movimento dell'ago, della spoletta e l'avanzamento per trascinamento del tessuto, mentre con la mano sinistra si controllava la sua posizione e l'indirizzamento.

Dopo qualche anno, superata l'iniziale diffidenza dei consumatori per il prodotto nazionale e offrendo un elevato rapporto qualità/prezzo si riscontrarono i primi risultati incoraggianti, tanto che nel 1924 la fabbrica si spostó nel nuovo sito di Piazza D'armi dove incremento sensibilmente la produzione.

La NECCHI divenne la macchina per cucire più imitata e ricercata in tutto il mondo. Dopo la seconda Guerra Mondiale, Necchi diventó la più grande fabbrica di macchine per cucire d'Italia: in grado di produrre piu di 1.000 macchine al giorno, con 4.500 dipendenti, 10.000 negozi di vendita ed un marchio conosciuto in tutto il Mondo.

*Questo testo è tratto dal sito ufficiale di Necchi Italia.

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Notizie: Fotografia Europea 2022: i progetti selezionati.

Simona Ghizzoni, Gloria Oyarzabal e Maxime Riché sono i vincitori dell'edizione 2022 del festival culturale internazionale dedicato alla fotografia contemporanea: Fotografia Europea.

La kermesse nata a Reggio Emilia nel 2006 come strumento per riflettere sulle complessità della contemporaneità si svolge in diversi luoghi della città e oltre alle mostre principali offre un ricco programma di eventi, conferenze, proiezioni, workshop, letture portfolio e spettacoli site specific. Inoltre, un'evento collaterale chiamato Circuito OFF crea a sua volta una cascata di eventi su tutto il territorio coinvolgendo gallerie, associazioni, istituzioni pubbliche e soggetti privati.

Ogni edizione tratta un tema specifico che viene di volta in volta annunciato mediante una Open Call. Quella di quest'anno ha come tema "Un'invincibile estate". La direzione artistica del festival composta da Tim Clark, Diane Dufour e Walter Guadagnini ha tratto ispirazione da una frase del grande scrittore francese Albert Camus "Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate". Il tema apre a infinite possibili elaborazioni di non facile risoluzione.

Ma veniamo ai vincitori.

Simona Ghizzoni, Italia, presenta il lavoro "Isola" dove racconta del suo rapporto con la famiglia di origine, modificatosi a seguito del trasferimento nella casa natale dei suoi nonni sull’Appennino Emiliano durante il primo lockdown. La fotografa ci mostra però anche la sua nuova vita e il rapporto con suo figlio durante queste circostanze straordinarie in cui sta crescendo.

Gloria Oyarzabal, Spagna, con il suo "Usus Fructus Abusus" riflette sul concetto di museo e sul conflitto tra storia, memoria collettiva, diritti ed etica, conseguenze di un passato coloniale largamente depredatore. I musei sono stati e spesso rimangono i beneficiari della violenta espansione e dello sfruttamento del passato, responsabili di un immaginario stereotipato. L'artista si interroga sui concetti di proprietà, restituzione, riparazione e ricontestualizzazione.

Maxime Riché, Francia, con "Paradise" ci mostra la devastazione generata dagli incendi che ogni anno affligge la città di Paradise, California. Il fotografo francese ci racconta di coloro che hanno deciso di ricostruire il paradiso perduto rappresentando un luogo ora divenuto brutalmente inospitale. Attraverso l'uso di una pellicola a infrarossi l'artista ci porta ai confini tra documentario e finzione mostrandoci un luogo ferito per mano dell'uomo senza mai tralasciare la forza e la resilienza che dimorano in ognuno di noi.

Tutto questo e molto altro sarà visitabile nella città di Reggio Emilia a partire dal 29 aprile e fino al 12 giugno 2022.

Trovate tutte le info sul sito del festival.


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