FABIO PICCIONI
PHOTOGRAPHER

Fotografie: Compagni di viaggio

Per il mio lavoro "Land of mines" siamo all'interno di una vecchia miniera di galena argentifera per documentare alcune sezioni.

Nelle immagini due grandi compagni di viaggio: Daniele e Fiorella.

IMG_2965.jpgIMG_2973.jpgIMG_2977.jpg

Fotografie: Monteponi, impianto elettrolitico dello zinco

Vedute aeree della miniera di Monteponi, Iglesias.

Nelle immagini si da particolare focus al crollo della copertura dell'impianto elettrolitico dello zinco avvenuto diversi anni fa. Al suo interno i forni di fusione, il laminatoio piombo, macinazione, attacco, lisciviazione e filtrazione oltre all'impianto polvere di zinco e le vasche per la soluzione neutra e sala celle.

Sullo sfondo l'area comprendente gli uffici della direzione dell'impianto, la sala conversione e i magazzini.

DJI_0963.jpgDJI_0965.jpgDJI_0959.jpg

Fotografie: laveria Lamarmora. Piombo e zinco sul mare

Nel 1897 a Nebida venne costruita la laveria idrogravimetrica Lamarmora per il trattamento del piombo e dello zinco provenienti dai vicini cantieri minerari attraverso una galleria passante e una teleferica.

Oltre agli impianti di classificazione e separazione dei minerali erano presenti dei forni ed un ambiente di stoccaggio. Sul livello del mare invece era presente un deposito e un molo per l'attracco delle imbarcazioni che venivano a prendere il minerale.

Nel 1910 Nebida contava circa 3000 persone di cui 1000 erano impiegate nelle miniere.

Oggi che le miniere hanno cessato la loro attività l'economia locale è in ginocchio e la laveria Lamarmora, simbolo di un territorio, ha già subito diversi crolli e se non viene fatto qualcosa subito al riguardo un altro pezzo di memoria della nostra isola andrà perso per sempre.

DJI_0158.jpgDJI_0137.jpg_MG_0429.jpg

Fotografie: sulle tracce della barite

date » 03-03-2021 10:21

permalink » url

tags » miniere, mines, heritage, Sardegna, Sardinia, Italy, documentare, explore, speleology, industrial, Fabio Piccioni,

Per il mio progetto "Land of mines" siamo in esplorazione in una vecchia miniera di barite nell'area del comune di Iglesias, Iglesiente.

Qui l'accesso ad uno dei settori, caratterizzato dalla presenza di splendide pareti.

IMG_5214.jpgIMG_5247.jpgIMG_5239.jpg

Fotografie: 1931, Tubercolosi a Sassari

date » 02-01-2021 12:10

permalink » url

tags » fabiopiccioni, Fabio Piccioni, blog, abandoned, abbandono, Sardegna, asylum, sanatorio, ospedale, tubercolosi, documentare,

Vecchio sanatorio edificato nel 1931 per il trattamento della tubercolosi.

IMG_4173.jpgIMG_4199.jpgIMG_4163.jpg

Fotografie: Vita nelle vecchie falesie abbandonate

La storia che sto per raccontarvi nasce verso la fine dell'estate in occasione di un incontro con due grandi amici di avventure: Luigi Gambella e Antonio Santonastaso. In genere con loro ci si ritrova in qualche falesia con la scusa di arrampicare per poi finire in ore di chiacchiere ed aperitivi infiniti. Ed è proprio in una di queste occasioni che mi hanno raccontato di una nuova falesia sul mare in cui fare deep water soloing. Per chi non lo sapesse, il DWS è una forma di arrampicata libera che si pratica nelle scogliere a picco sul mare dove non si usano forme di assicurazione in quanto in caso di caduta si finisce in acqua. Questo permette di ridurre al minimo l'attrezzatura richiesta per praticarla: scarpette e, a volte, magnesite.

Tra un bicchiere e l'altro Luigi e Antonio mi raccontano di diverse vie abbandonate da tempo in una falesia vicino alla Torre del Bollo, Alghero. Risale infatti al 1994 la chiodatura di questa falesia per opera dei climbers Nicola Nieddu, Giorgio Trova e Enzo Lecis, i quali si sono adoperati in queste splendide linee che emergono dalle fredde acque di Cala del Bollo risalendo per oltre 30 metri verso il cielo. In quel periodo si andava abbastanza hardcore in quanto ancora le regole del pitting non erano ben definite e i rischi della chiodatura in ambienti marini erano ancora poco conosciuti. Nicola ci racconta che inizialmente chiamarono il settore "Le vie della Barrosia". Barrosia in gergo nostrano significa gonfiarsi, fare i galletti, i fighi. Dovete immaginare infatti che in quegli anni la Riviera del Corallo era invasa di imbarcazioni e Cala del Bollo era proprio un punto perfetto dove poter sfoggiare i muscoli durante una scalata davanti agli occhi di qualche attraente turista.

Luigi mi dice che è da tempo che nutriva l'esigenza di cambiare un po, di variare modo di arrampicare, spinto anche da mesi di lockdown che lo hanno portato a riflettere sul fatto che abbiamo una percorrenza limitata su questo pianeta e che non è il caso di indugiare sulle cose. E' tempo di spingersi oltre e di provare nuove sfide. Ecco quindi che con Antonio si ritrovano in uno strano periodo in cui a causa della chiusura delle palestre affrontano le onde su tavole da surf o provano a spingersi in apnea lungo un cavo d'acciaio, vivendo una nuova e diversa adrenalina. Luigi aggiunge anche che da tempo per lui il climbing si sta spingendo sempre più verso una forma di interiorizzazione in cui si ha una continua battaglia con il proprio io. Ed è in questo periodo di cambiamenti che entrambi decidono di riprendere a frequentare quelle vecchie vie aperte da Nicola tanti anni fa. Ci andiamo assieme ed io rimango folgorato dalla bellezza del luogo. Le vie sono selvagge, pulite e mai banali.

"Non è più la finezza di un gesto o la forza con cui risolvi uno strapiombo. Importa solo sentire il peso della decisione di fare ancora un altro passo verso l’alto, bagnato in ogni centimetro di pelle, a 10 metri d’altezza su una presa viscida e sfuggente, sapendo che inesorabilmente prima o poi dovrai volare. Sarà questo a darti qualcosa di nuovo. Aprire con forza uno squarcio nella paura per trovare la calma, questa è stata la nuova …idea."

"Siamo tornati più volte a provare queste linee tra Settembre e Ottobre, scalandone alcune veramente interessanti. Alla fine è nato un nuovo settore per il Deep Water Soloing che abbiamo deciso di chiamare El Capitan Nic!

Grazie ad Antonio con cui ho condiviso quest’idea e questa esperienza e grazie a Fabio che ha deciso di documentare le nostre ricerche godendo con noi del sole e della brezza di Ottobre.
"

Queste splendide e spettacolari vie, ora percorse senza protezioni, da destra a sinistra si chiamano:


LINEA GOTICA (6A - fessura in placca)

CRAZY HORSE (7A - buchi e strapiombo su piccola fessura )

WET PANTS (6C - buchi e muro su tacche)

MERCURIOCROMO ( 7A/7A+ )



E quindi grazie a Nicola, Luigi ed Antonio tutti ora possono andare a provare queste nuove vie. Ci dividono solo i mesi invernali che abbiamo di fronte e presto saremo pronti a respirare nuove avventure.

_P5A1686.jpg_P5A2213.jpg_P5A1788.jpg_P5A1721.jpg_P5A1928.jpg_P5A2117.jpg_P5A2110.jpg_P5A1904.jpg_P5A2184.jpg_P5A1673.jpg

search
pages
Link
https://www.fabiopiccioni.it/blog-d

Share link on
CLOSE
loading